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Home arrow Medicina Estetica arrow Seno: lo voglio più grande
Seno: lo voglio più grande Stampa E-mail
maurizio_vignoli_ombra.jpgL’aumento del volume del seno si ottiene con l’intervento di mastoplastica additiva. Uno dei più ‘gettonati’. Ce ne parla il dottor Maurizio Vignoli  (nella foto) (www.studiovignoli.it). Per vedere in diretta la prima visita e la scelta delle protesi, guardate il video.
Durante la prima visita il chirurgo prenderà in considerazione le variabili che possono influenzare l’intervento, cioè le condizioni del seno, della pelle, della regione sternale, e deciderà la tecnica chirurgica più idonea al caso specifico. Per le pazienti che presentano marcata ptosi (abbassamento) mammaria, può essere raccomandata anche una procedura per rimodellare il contorno del seno, oltre che per aumentare il volume. Il chirurgo richiederà alla paziente di sottoporsi ad un'ecografia, per escludere qualsiasi patologia a carico delle mammelle che possa essere di controindicazione all’intervento; la informerà sulle tecniche operatorie e sull’anestesia che userà, sui rischi e sull'entità delle cicatrici; la informerà, infine, sui costi che questo intervento comporta e sulla struttura in cui sarà eseguito.
Dal canto suo, la paziente dovrà informare il chirurgo su eventuali allergie, sull'assunzione di farmaci e, nel caso sia fumatrice, sull’abitudine al fumo.
Saranno richiesti gli esami di laboratorio, una radiografia al torace ed un elettrocardiogramma.
 Il chirurgo richiederà alla paziente di smettere, o almeno di ridurre, il fumo, per evitare tutte le conseguenze che può avere sulla vascolarizzazione e quindi sul processo di cicatrizzazione. Darà inoltre specifiche istruzioni sui farmaci da prendere e da evitare.
 La mastoplastica additiva viene eseguita in clinica, in anestesia generale e ha la durata di circa due ore; la degenza generalmente dura un giorno. L’intervento, che mira ad aumentare il volume del seno, consiste nell’inserimento di una protesi sopra o sotto il muscolo pettorale (secondo l'indicazione del chirurgo e dell’anatomia della paziente).
La via d’approccio chirurgica per il posizionamento della protesi è generalmente un’incisione praticata a livello del solco sotto-mammario (dove il seno si ripiega per toccare il torace), oppure un’incisione peri-areolare eseguita intorno al bordo inferiore dell’areola.
Le protesi mammarie attualmente usate (di consistenza e peso del tutto simili alla ghiandola mammaria), sono costituite da un involucro di silicone a superficie ruvida, contenente all’interno soluzione fisiologica, oppure gel di silicone. È possibile concordare con il chirurgo sia il volume sia la forma del seno, essendo le protesi di varie dimensioni e forme, rispettando il desiderio del paziente e un rapporto di armonica proporzione con il resto del corpo.
La medicazione con cerotto adesivo viene rimossa dopo circa 24 ore, le suture invece saranno rimosse dal chirurgo una settimana circa dopo l’intervento.
È necessario che la ripresa normale dell’attività sia graduale, per permettere un’adeguata guarigione e cicatrizzazione.
L’obiettivo della mastoplastica additiva è di conferire al seno un aspetto più “pieno” e naturale; possono verificarsi delle asimmetrie dovute ad un differente processo di guarigione di una delle due parti (ricordiamo che le mammelle, dal punto di vista anatomico, non sono mai perfettamente identiche tra loro).
Dopo una settimana circa, è consigliabile iniziare un particolare automassaggio (che verrà illustrato dal chirurgo alla prima medicazione) per rendere il seno più morbido.



I risultati sono subito apprezzabili, ma dovrà trascorrere circa un mese perché scompaiano definitivamente lividi e gonfiori.
Per alcune settimane il seno può presentare una rigidità innaturale, che andrà gradualmente scomparendo. Potrà verificarsi, dopo l’intervento, una perdita momentanea della sensibilità del capezzolo: ciò non deve destare preoccupazione, perché questa sensibilità ritornerà gradualmente dopo le prime settimane.
Molto spesso il risultato della cicatrice è indipendente dal chirurgo, anche se ha adottato tutte le precauzioni possibili per renderla meno visibile: in ogni caso, è necessario lasciar trascorrere almeno un anno prima di procedere ad un'eventuale revisione chirurgica della cicatrice del solco sotto-mammario.
Un'eventuale successiva gravidanza non modificherà, se non in maniera fisiologica, la forma del seno e non vi è alcuna preclusione ad un possibile allattamento.

 
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