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Il sole e i suoi rimedi Stampa E-mail
estate_med_estetica.jpgSe avete in programma le vacanze in agosto, siete ancora in tempo per preparare la pelle a contrastare gli effetti nocivi del sole, e assicurarvi una bella abbronzatura uniforme, grazie alle tecnologie estetiche. Utilissime anche, dopo, per rimediare ai danni e agli inestetismi.
Oltre a proteggersi durante l'esposizione con filtri adeguati alla propria tipologia di pelle, si può fare prima qualche trattamento di medicina estetica. "Innanzitutto va valutato lo stato della cute" consiglia il dottor Alberto Massirone, presidente della Società Scientifica di Medicina a indirizzo estetico Agorà di Milano. "Se la pelle è grassa e seborroica, sono consigliati peeling agli acidi salicilico e piruvico oppure con la soluzione di Jesner (acido lattico, salicilico e resorcina in soluzione alcolica). Hanno l'effetto di regolarizzare la secrezione del sebo" spiega il medico. "La pelle appare così più asciutta e meno lucida. Bastano tre o quattro applicazioni a distanza di 10 giorni una dall'altra con l'avvertenza importante di esporsi al sole solo dopo 15-20 giorni dall'ultimo peeling.
Se la pelle, invece, è secca bisogna favorire la produzione di collagene aumentando nella dieta il quantitativo di proteine e di oli vegetali. "Per un paio di mesi si possono assumere integratori con olio di avocado e olio di mais" suggerisce il dottor Massirone. Il trattamento indicato in studio è la fototerapia, che stimola il derma e il sottocute a produrre gli elementi che mancano. Si esegue prima un peeling leggero di modesta aggressività. Quindi si applica per tre-quattro ore un impasto a base di clorofilla con un bendaggio occlusivo che causa la dilatazione dei pori favorendo così la penetrazione dei principi attivi. Si toglie l'eccesso dell'impasto e si esegue la fototerapia che consiste in diodi ad alta luminosità senza potere calorico. La clorofilla stimola i fibroblasti che vengono attivati dalla fototerapia per produrre collagene, elastina e acido jaluronico. Bastano due-tre sedute a distanza di 10 - 15 giorni. L'esposizione solare è consentita dopo 4-5 giorni dall'ultima fototerapia. A casa  per circa un mese e mezzo si può applicare due volte al giorno l'olio di Emù". È derivato da un uccello australiano appartenente alla famiglia dei Dromaiidae. È un ottimo trasportatore transedermico  ricco di vitamine naturali, soprattutto di vitamine A ed E, nonché di minerali, lecitina e antiossidanti naturali, acidi grassi essenziali, Omega - 3, 6 e 9. È antinfiammatorio, idratante e non comedogenico.
Macchie solari: cosa fare?
Sono presenti soprattutto nelle donne, sia con carnagione chiara (fototipo 2-3)  sia scura. Le macchie solari cutanee possono essere dovute a modificazioni e squilibri ormonali, come nel caso di assunzione di contraccettivi orali, problemi di policisti  ovarica e durante la gravidanza (cloasma gravidico). L'esposizione solare in questi casi accelera il processo di iperpigmentazione in alcune zone tipiche, come la fronte, sopra le labbra, sui lati delle guance. "Una volta attivato, questo processo diventa ciclico" spiega il dottor Massirone. Ciò significa che la recidiva è sempre dietro l'angolo. Come difendersi? "Si cerca di frenare la sintesi di melanina all'interno delle aree interessate utilizzando dei principi attivi come l'idrochinone, l'acido cogico, la vitamina C e l'arbutina". L'idrochinone, che risulta il più efficace, deve essere prescritto con ricetta medica non ripetibile e deve essere assunto sotto stretto controllo medico. Blocca la sintesi eccessiva di melanina riducendo l'evidenziazione dell'area più pigmentata. La cura inizia un paio di mesi prima dell'esposizione solare e prevede in genere un'applicazione quotidiana con concentrazioni attorno al 4% e, comunque, mai superiori all'8%.
"Durante l'esposizione solare bisogna applicare filtri molto elevati che tendono ad attenuare l'effetto nocivo dei raggi solari anche se non li bloccano completamente. Il consiglio è di esporsi poco al sole diretto e di proteggere le aree interessate con ampi cappelli. Ricordandosi che chi soffre di questa patologia deve prestare attenzione per almeno un paio di anni dopo la cura visto il carattere recidivo del fenomeno" raccomanda l'esperto. Terminata l'estate, per eliminare le macchie risulta efficace il laser Q-Switch, lo stesso utilizzato per eliminare i tatuaggi. "La macchina riconosce il pigmento e lo fa esplodere con un effetto pop-corn come se venisse polverizzato. Il pigmento si stacca e nel giro di qualche giorno si ha l'effetto definitivo". Le iperpigmentazioni cutanee non vanno confuse con la pitiriasi: una dermatite dovuta all'azione lesiva di un fungo che si manifesta con macchie chiare tonde. Va trattata con antimicotico specifico per uso locale. Diversa la vitiligine rosata, dall'origine ancora incerta, che deve curata con fototerapia specifica.
Elena Pizzetti

 
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