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È il tema più controverso, che ha da sempre una schiera di favorevoli e
contrari all’uno e all’altro metodo. Ma anche tra chi è favorevole, il
dibattito su quale sistema contraccettivo sia più sicuro, pratico ed efficace per la donna, è sempre aperto. Lo dimostra anche l’ultima indagine
condotta in questo senso: «Uno sguardo in profondità su donne e
contraccezione», curata da Paola Parenti, Psicologa e Direttore
Ricerche Motivazionale di TNS Healthcare.
L'indagine svela la natura, il rapporto con gli altri e con il partner, le aspettative e le esigenze delle donne moderne in fatto di contraccezione. Dallo studio emergono tre differenti tipi di donne, dove il rapporto tra femminilità, sessualità e contraccezione varia in funzione dell’età e delle esperienze di vita: «classica», «moderna» e «my way». «Ognuna» puntualizza Paola Parenti, «vive l’esperienza della contraccezione in modo personale. C’è chi è più attenta alla praticità, chi alla propria salute, ma in ogni caso tutte cercano l’affidabilità e lo star bene con se stesse».
La tipologia che più rappresenta la donna italiana è la «moderna», per la quale la sessualità è importante nel rapporto di coppia ed è per lei momento di serenità. La contraccezione, in questo senso, è una scelta lucida, al passo con i tempi. Diversamente dalla donna «classica», per cui la sessualità è un completamento fondato su fiducia, stima, comprensione e la procreazione è l’elemento fondamentale dell’essere donna. La contraccezione è vissuta come una scelta modulata sulle esigenze, in accordo con il partner. Sicura di sè, infine, è la donna «my way», che vive la sessualità in modo sperimentale e la considera importante non solo per il rapporto di coppia ma anche per se stessa. La contraccezione, quindi, è una scelta responsabile e consapevole in funzione del proprio progetto di vita.
A questo proposito, non di rado tutte concordano sulla scelta di un metodo contraccettivo semplice, efficace e sicuro, come il cerotto, che è tra le novità più interessanti degli ultimi anni. «Chi ne ha sentito parlare è curiosa, perchè l’idea dell’applicazione settimanale è più pratica ed esiste l’aspettativa di minori effetti collaterali» spiega la professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’ospedale san Raffaele Resnati di Milano. «Chi lo usa già, pensa che il cerotto liberi dalla dipendenza psicologica spesso associata alla contraccezione orale. Anche la sua visibilità è una questione di testa, nel senso che ci sono donne che lo scelgono perchè si sentono più libere di esprimere la propria scelta contraccettiva e altre che lo apprezzano perchè è discreto».
Non solo. Il cerotto ha dimostrato anche una migliore tollerabilità rispetto alla pillola perchè evita il primo passaggio al fegato. Un altro vantaggio è quello di essere il metodo ideale per le donne intolleranti al lattosio o al glutine.
Tra le novità recenti c’è anche la pillola senza estrogeni, soluzione ad hoc per le donne che non possono assumere questi ormoni, poiché riduce sintomi quali nausea, tensione mammaria, ritenzione idrica e mal di testa. Il dato risulta da uno studio presentato all’ultimo Congresso Nazionale della Società Italiana della Contraccezione (S.I.C.) (svoltosi a Napoli qualche mese fa), condotto su un gruppo di 403 donne ex utilizzatrici di pillole combinate (contenenti estrogeno e progestinico), che avevano avuto effetti collaterali e disturbi estrogenodipendenti.
«In particolare, i disturbi sono migliorati o scomparsi nel 92% delle donne per quanto riguarda la nausea, nel 90% per la tensione mammaria, nel 74% per la ritenzione idrica e nell’84% relativamente al mal di testa» spiega la prof.ssa Chiara Benedetto, Direttore del Dipartimento di Discipline Ginecologiche e Ostetriche dell’Università di Torino. Non solo. «La pillola a base di solo progestinico attualmente disponibile in Italia ha superato le vecchie minipillole per efficacia: infatti, blocca l’ovulazione come le pillole estroprogestiniche».
Un’altra opzione terapeutica è l’anello contraccettivo, che espone a livelli di estrogeno stabili e inferiori del 30-50% rispetto ad altre forme di contraccezione ormonale. Un risultato legato alla somministrazione per via vaginale, che si
associa ad un minore impatto metabolico per il fegato, ed offre indubbi vantaggi, tra cui l’utilizzo mensile, un ottimo controllo del ciclo, l’effetto neutrale sul peso e, rispetto a tutti gli altri contraccettivi ormonali, la più bassa esposizione agli estrogeni, rendendolo quindi ben tollerato.
«Infatti» spiega il professor Angelo Cagnacci del Dipartimento Integrato Materno Infantile,
Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Modena «uno dei problemi principali della donna e che rappresenta uno dei motivi di interruzione, è il timore di ingrassare. Un lavoro di confronto tra l’anello e una pillola contenente drospirenone (un progestinico noto per gli scarsi effetti sulla ritenzione idrica) ha dimostrato che entrambi i contraccettivi hanno un effetto neutrale sul peso. L’anello contraccettivo, quindi, si pone all’avanguardia tra le scelte a disposizione della donna e del ginecologo».
Stefania Lupi
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